UN'EUROPA DA MANGIARE - In Cucina con Dani

 

 

 

UN'EUROPA DA MANGIARE

La mia passione per i viaggi, ma sopratutto la mia curiosità per le prelibatezze che ci sono in giro per il mondo è ciò che mi spinge ogni giorno a scoprire cose nuove.

Un viaggio culinario tra il cibo d’Europa

Dopo aver assaggiato le centinaia di pietanze passando da una città ad un’altra ed aver scoperto tanti nuovi ristoranti, piccole osterie, trattorie, bistrot, quest’anno ho deciso di girare alla scoperta di piacevoli sorprese nella cara e vecchia Europa.
Il continente più piccolo tra i cinque, la culla della cultura occidentale.

Il viaggio tra il cibo d’Europa parte da Pisa

Sono partito da casa mia, l’agro-pontino, terra a cui sono davvero molto legato e in dolce e amorevole compagnia, a bordo della mia Micra, mi sono spinto verso nord.
La prima tappa è stata in quel di Pisa, una città meravigliosa che ho riscoperto dopo molti anni, fatta di tante piazze, palazzi e monumenti che la rendono meravigliosa.
ostellino paninoProprio con le spalle alla torre pendente, verso il centro storico, s’imbocca una via piena di ristorantini, forse troppo turistici, ma la sorpresa arriva proprio in fondo a questa via, sull’angolo c’è L’Ostellino, un locale piccolo, arredato con cura, con diverse frasi alle pareti fatte di umorismo toscano e di grande verità.
Buon vino senza dubbio, ma ottimo cibo. Si può scegliere di mangiare un panino oppure buttarsi su un bel tagliere di salumi e formaggi; certo è che si casca bene in entrambi i casi.
Gli abbinamenti con i meravigliosi salumi sono talvolta particolari, ma sempre azzeccati. Il lardo si sposa con i fichi e le noci e i formaggi hanno quel gusto che conferma di aver scelto il posto giusto.

Verso nord attraverso le strade che portano al cibo d’Europa

Lasciata Pisa alle spalle mi sono diretto in montagna a Sauze D’Oulx o Salice D’Ulzio se proprio vogliamo chiamarlo in italiano.
Un paesino piemontese, vicino al confine con la Francia, proprio sotto il Sestriere. Un luogo fatto di passeggiate, di montagna, di relax e senza dubbio di buon cibo.
Tra i tanti ristoranti più o meno cari del posto c’è Sugo’s. agnolotti sugosUn ristorante in cui si mangia pasta e dove non c’è il pane. Un posto, bizzarro direte voi e invece no, questo è davvero un posto fantastico.
I condimenti riprendono tutti degli ingredienti della tradizione piemontese e la selezione di salumi che potrete gustare come antipasto è davvero varia e ben scelta.
Io ho mangiato un piatto di agnolotti piemontesi con il ragù. Un piatto sublime e molto abbondante.
Il mio consiglio per andare in questo ristorante è quello di essere più di due, giacchè l’ordinazione minima di una tipologia di pasta è appunto per due porzioni. Una scelta sicuramente dettata dalle esigenze della cucina, che io condivido in parte; più che altro perchè in un posto così, con così tanta scelta e una qualità davvero ottima, si dovrebbe dare la possibilità al proprio cliente di assaggiare più pietanze.

Passato il confine sono arrivato a Lione, una splendida cittadina francese che non avevo mai visto, nonostante la mia lunga permanenza in Francia. Una città che ho scoperto camminando tra le sue vie e gustando la sua architettura, la sua arte e chiaramente la sua cucina. orata lyonI locali tipici della città si chiamano Bouchon e non potevo fare altro che andare in uno di questi.
Ne ho trovato uno proprio vicino alla piazza del municipio; Midi Minuit questo il suo nome. Un ristorante ricavato in uno di quei palazzi che avevano con tutta probabilità il portico nella parte più bassa; un ambiente piacevole, tipico della Francia e con dei piatti davvero spaziali. L’orata con le mandorle e il sorbetto al limone è davvero un’eccellenza, un connubio di sapori che ti fanno esplodere di gioia. Anche l’entrecote con la salsa bernese non è niente male.
Ma ciò che fa la differenza in questo locale sono i dolci, preparati direttamente dallo chef.
Si sa che la Francia dà il meglio di sè nei dessert, ma qui supera davvero la soglia di bontà suprema. Una mousse alla vaniglia straordinaria e un dolce fatto con l’albume d’uovo montato a neve e il caramello che al primo cucchiaio ti fa diventare pazzo.

Lasciata Lione, sono arrivato a Parigi. Un luogo che va oltre il passare del tempo e delle stagioni, una metropoli sempre in grado di rialzarsi ad ogni caduta.
Le sue piazze, i suoi monumenti e quell’aria romantica che si respira in ogni sua parte è davvero unica al mondo.

Nonostante la perdita del 60% dei turisti in questo 2016, per gli avvenimenti che purtroppo conosciamo tutti, la città è sempre pronta ad accogliere parigini e stranieri che ne vogliono assaggiare le prelibatezze culinarie. In questo caso, non vi darò un ristorante specifico dove andare, ma il mio consiglio è quello di esplorare la città ed evitando i locali più turistici e ben riconoscibili, potrete scegliere di farvi affascinare da ciò che vi ispira di più.
Un croque monsieur, va assolutamente mangiato, così come un pain au chocolat che potrete trovare in tutte le pasticcerie, insieme al mitico ed intramontabile Flan. Se siete degli amanti delle caramelle, entrate in un supermercato e prendete un pacco di Carambar originali, le mitiche caramelle al mou che diventeranno la vostra droga. crepes salataVicino Parigi, non potete perdere la reggia di Versailles, con i suoi giardini meravigliosi e se avete un pò fame, sempre senza farvi tentare dai localini turistici, andate al Blè Noir e concedetevi una vera e propria crepe francese, dolce o salata non importa, io le ho mangiate entrambe. Qui scoprirete il vero gusto di questo famoso piatto francese. Le bibite sono molto buone, fatte da produttori locali, ma a mio avviso un pò troppo care.

Il cibo nel Middle - Europa

Lasciando la Francia potrete approdare nel vicino Lussemburgo. Un paese davvero piccolo e composto con la capitale dal nome omonimo.
Facile da girare, con 30 minuti avrete visto tutto quello che c’è da vedere e potrete concedervi un pasto o un dolce. Questo è chiaramente quello che ho fatto io, goloso come sono; sono andato così nella pasticceria We Believe Chocolate.
Un posto raffinato, dove ho scoperto una strana lingua, il lussemburghese, se così si dice e tanti buonissimi dolci non solo al cioccolato, assolutamente da provare. cola versailles

Tornando verso casa , senza spingermi al polo nord, cosa che avrei peraltro fatto volentieri, ho fatto tappa a Stoccarda, una cittadina tedesca davvero accogliente e che ha lasciato in me il segno, qui c’è davvero l’Europa di cui tanto si parla, un piccolo centro, ma una grande varietà di cose da fare e vedere; pensate che in questa città ci sono anche diversi Musical.
Avevo voglia di mangiare tedesco e così siamo andati da Ochs’n Willi, non chiedetemi la traduzione del nome perchè proprio non saprei cosa dirvi, ma posso sicuramente consigliarvi questo fantastico ristorante in centro, frequentato da molti tedeschi.
La cucina tipica della Germania è davvero meravigliosa; lo stinco di maiale arrosto con il budino di pane, è qualcosa di sublime, per non parlare delle patate e dell’insalata di cavolo. In questa città come credo nel resto della Germania si mangia piuttosto presto tra le 18,00 e le 20,00, per poi poter digerire ciò che si è mandato giù, perchè si sa che la cucina tedesca non è poi così leggera.

 stinco stoccardaLasciata la Germania ho attraversato la Svizzera, una nazione da sempre neutrale e per nulla appartenente all’Unione Europea. Città pulite e con l’architettura tipica dello stato elvetico, ma in quanto a cibo non mi sono trovato del tutto soddisfatto a partire dai prezzi, davvero molto alti e senza considerevoli ragioni. Il cioccolato, qui, va alla grande e ce ne sono davvero molte scelte, non vi resta quindi che farne una bella scorta per casa o per qualche regalino.

Il mio viaggio prima di tornare a casa si è concluso a sud del lago di Como, in Brianza, una terra che ho riscoperto ed apprezzato molto. Senza saperlo sono finito in un ristorante famoso per il passaggio dello chef Cannavacciuolo con la trasmissione Cucine da Incubo.
risotto rane zucconaLa Zuccona, questo il nome del locale, è un posto davvero piacevole e degno di essere frequentato. Con tutta probabilità questo locale aveva già una buona base di esperienza in cucina prima dell’arrivo dello chef, giacchè i piatti rivisitati o cambiati rispetto al menu che tutti hanno visto in TV, sono davvero eccellenti e ben fatti. In particolare mi piace segnalare il tagliere di salumi con una mortadella di fegato di una bontà stratosferica e il risotto al parmigiano con le rane croccanti. Non avevo mai mangiato le rane e in questo modo le ho apprezzate moltissimo, non solo mi sono piaciute ma ho trovato il risotto, un piatto davvero eccellente.

 

Il rientro a casa da questo lungo viaggio, mi ha lasciato dei grandi ricordi culinari di questa Europa che amo molto, per la sua molteplicità di differenze anche in cucina.
Un viaggio davvero interessante alla scoperta di nuovi sapori, profumi e colori.

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