Sarde in Saor: il piatto veneziano della tradizione, che amava mia nonna Fernanda | Visto in TV
Ci sono piatti che profumano di mare e di memoria, e le Sarde in Saor sono proprio uno di questi. È una ricetta che nasce tra le calli di Venezia, ma per me ha un significato ancora più profondo: era uno dei piatti che preparava mia nonna Fernanda, con quella pazienza e quell’amore che solo le nonne sanno avere. Lo preparava per sé stessa perchè a mio nonno Vittorio non piacevano. Quanti ricordi.
Un piatto povero, nato per conservare il pesce più a lungo, ma diventato nel tempo un simbolo della cucina veneta. Il contrasto dolce e agro delle cipolle e dell’aceto, l’aroma dei pinoli e dell’uvetta e la croccantezza delle sarde fritte creano un equilibrio unico, che conquista a ogni assaggio.
Ingredienti (per 2 persone)
200 g di sarde già pulite
2 cipolle bianche medie
2 cucchiai di aceto di vino bianco
1 cucchiaino di eritritolo (o altro dolcificante)
Olio di semi altoleico per friggere
Farina normale per infarinare le sarde
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uvetta
Sale e pepe q.b.
Procedimento
Per preparare le sarde in saor, iniziare ammollando l’uvetta in una ciotolina con acqua tiepida per qualche minuto, così che torni morbida e profumata. Nel frattempo, infarinare leggermente le sarde pulite e asciutte, quindi friggerle in abbondante olio di semi altoleico fino a renderle dorate e croccanti. Una volta pronte, scolarle su carta assorbente e tenerle da parte.
Affettare finemente le cipolle e farle appassire lentamente in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale. Quando inizieranno a diventare trasparenti, aggiungere l’aceto di vino bianco e l’eritritolo, mescolando con cura per amalgamare i sapori. Lasciare cuocere a fuoco basso per 10-15 minuti, fino a ottenere un composto morbido e profumato.
Unire poi i pinoli tostati e l’uvetta ben strizzata, mescolando ancora per qualche istante.
In una ciotola o in un piatto da portata, alternare uno strato di sarde e uno di cipolle in saor, continuando così fino a esaurire tutti gli ingredienti. Lasciare riposare qualche minuto, oppure — come vuole la tradizione — anche qualche ora, così che i sapori si fondano perfettamente.
Servire tiepide o a temperatura ambiente, per gustare al meglio il loro inconfondibile equilibrio tra dolcezza e acidità, proprio come le preparava nonna Fernanda.
Ci sono piatti che profumano di mare e di memoria, e le Sarde in Saor sono proprio uno di questi. È una ricetta che nasce tra le calli di Venezia, ma per me ha un significato ancora più profondo: era uno dei piatti che preparava mia nonna Fernanda, con quella pazienza e quell’amore che solo le nonne sanno avere. Lo preparava per sé stessa perchè a mio nonno Vittorio non piacevano. Quanti ricordi.
Un piatto povero, nato per conservare il pesce più a lungo, ma diventato nel tempo un simbolo della cucina veneta. Il contrasto dolce e agro delle cipolle e dell’aceto, l’aroma dei pinoli e dell’uvetta e la croccantezza delle sarde fritte creano un equilibrio unico, che conquista a ogni assaggio.
Ingredienti (per 2 persone)
200 g di sarde già pulite
2 cipolle bianche medie
2 cucchiai di aceto di vino bianco
1 cucchiaino di eritritolo (o altro dolcificante)
Olio di semi altoleico per friggere
Farina normale per infarinare le sarde
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uvetta
Sale e pepe q.b.
Procedimento
Per preparare le sarde in saor, iniziare ammollando l’uvetta in una ciotolina con acqua tiepida per qualche minuto, così che torni morbida e profumata. Nel frattempo, infarinare leggermente le sarde pulite e asciutte, quindi friggerle in abbondante olio di semi altoleico fino a renderle dorate e croccanti. Una volta pronte, scolarle su carta assorbente e tenerle da parte.
Affettare finemente le cipolle e farle appassire lentamente in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale. Quando inizieranno a diventare trasparenti, aggiungere l’aceto di vino bianco e l’eritritolo, mescolando con cura per amalgamare i sapori. Lasciare cuocere a fuoco basso per 10-15 minuti, fino a ottenere un composto morbido e profumato.
Unire poi i pinoli tostati e l’uvetta ben strizzata, mescolando ancora per qualche istante.
In una ciotola o in un piatto da portata, alternare uno strato di sarde e uno di cipolle in saor, continuando così fino a esaurire tutti gli ingredienti. Lasciare riposare qualche minuto, oppure — come vuole la tradizione — anche qualche ora, così che i sapori si fondano perfettamente.
Servire tiepide o a temperatura ambiente, per gustare al meglio il loro inconfondibile equilibrio tra dolcezza e acidità, proprio come le preparava nonna Fernanda.




